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| ROMINA BIANCONI_designer consapevole

FETSUND, museo del patrimonio immateriale

➔ FETSUND: PER UN MUSEO FLUTTUANTE

CASE STUDY: DESIGN DI UN NUOVO SPAZIO PER LA FRUIZIONE ESPERIENZIALE E MULTISENSORIALE DEL PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE

Design is shaping human experience

Karim Rashid

 EXPERIENCE design, ENVIRONMENTAL design, INCLUSIVE Design

‘Fetsund multisensoriale’ è un caso studio in cui si è partiti da una finalità auspicata da parte del committente, che lo aveva fatto focalizzare sulla richiesta di un prodotto, per poi essere rivisitata ed evoluta, a seguito di un workshop che ho facilitato, in una differente consapevolezza per la stessa finalità. Il processo è possibile approfondirlo, leggendo nella seconda parte di questa pagina.

Processo di co-design per progettare un’arena fisica in cui i visitatori possano vivere un’esperienza immersiva del patrimonio immateriale storico e culturale del sito Patrimonio nazionale, con una esplorazione multisensoriale, capace di trasmettere l’essenza di un territorio in cui NATURA, STORIA e CULTURA si incontrano.

⤷ PROBLEM QUESTION:

COME SVILUPPARE LA PROPOSTA TURISTICA DEL MUSEO STORICO di Fetsund Lenser (Norvegia)?

A seguito di un workshop partecipativo condotto con i responsabili del museo, emergono nuove opportunità e domande:

COME SANARE IL VUOTO SULLA POSSIBILITA’ PER I VISITATORI DI VIVERE UNA ESPERIENZA SENSORIALE IMMERSIVA E AL CONTEMPO INCLUSIVA, DI UN’AREA ICONICA DEL PATRIMONIO NAZIONALE?

Area per sua natura ricca, visibilmente e acusticamente, ma ‘povera’ sotto altri profili di accessibilità sensoriale.

E’ risultato nella proposta di design di uno spazio espositivo multisensoriale ed accessibile, da sviluppare all’interno di una delle strutture galleggianti presenti e inutilizzata.

Participative process

DESIGN PROCESS: in un luogo in cui esistono delle costruzioni tipiche che esteticamente e da lontano raccontano la storia del luogo, il punto di partenza è stato comprendere quale potesse essere la fruizione che una persona con ridotta capacità visiva potesse cogliere del luogo, cioè assumere una prospettiva estrema ed opposta.

La sfida sulla quale è stato pensato questo progetto stava nell’affrontare e valicare il limite imposto dalla geografia del luogo, la cui fruizione attuale avviene principalmente di forma visiva del paesaggio. Il co-design è stato utilizzato per conoscere meglio la storia del luogo, individuare i valori storici ed affettivi trasmessi da quel territorio, ed entrare nel merito del sistema museale. La condizione posta aggiuntiva era quella di testare la fruizione del luogo vivendola come nelle vesti di uno specifico target ancora escluso, al fine di poter sviluppare una comprensione empatica della condizione e dello spazio.


SENSI + POESIA sono stati le linee guida adottate e che hanno stabilito poi come far progredire ogni step del processo di progettazione.

Partire dalla criticità ha permesso di sviluppare un progetto che potesse essere più inclusivo divenendo insieme anche più attrattivo.


Brano poetico scritto in occasione della presentazione di questa nuova esperienza sensoriale “…lascia ai sensi mostrarti la strada” (voce di Dag Ragnar) – (v. testo in fondo pagina)
Casette storiche fluttuanti lungo i lati del fiume Glomma, inserite nel panorama invernale con le acque ghiacciate e ricoperte di neve // testo: Pino Abete > vista, udito, tatto, olfatto
Design Project prototype by Romina Bianconi

——- dal video: NO: Fetsund poesi (scritta da Romina Bianconi, voce di Dag Ragnar)

Tiden har stoppet her på Fetsund. Vannet er rolig landskapet er stille… til jeg merker det var bare en drøm. Små røde hus midt i vannet!?! Ah…Hva…hva skjer? Hjertet som banker, små bølger fra vannet, lettet er sjelen, strømmen kan jeg røre. Skygger som danser med solnedgangen, vær stille og lytt til den… det er vindens stemme. Galger som trærne. Tømmere som kjerne. Lukten er den samme som furu… fra skogens ramme. Oh… hvilke historier kan jeg fortelle… med millioner talte stokker, som selvsikre skjelver opp på en flytende flate… Stille nå! La isteden sansene vise vei…

——– dal video IT: Fetsund poesia (scritta da Romina Bianconi, voce di Dag Ragnar)

Il tempo si è fermato qui a Fetsund. L’acqua è calma, il paesaggio è silenzioso… finché non mi accorgo che era solo un sogno. Piccole case rosse in mezzo all’acqua!?! Ah… Cosa… Che succede? Il cuore che batte, piccole onde dall’acqua, sollevata è l’anima… la corrente la posso toccare. Ombre che danzano con il tramonto, resta in silenzio e ascoltala… è la voce del vento. Pilastri come alberi. Tronchi come essenza. L’odore è lo stesso del pino… dalla cornice della foresta. Oh… quali storie posso raccontare… con milioni di tronchi numerati, che sicuri di sé tremano su una superficie fluttuante… Silenzio ora! Lascia invece che i sensi mostrino la direzione…


BACKGROUND:
1) Non conoscevo il museo di Fetsund Lenser, ma ne avevo sentito parlare con vari e a volte contrastanti punti di vista e valutazioni. Si tratta di un museo storico patrimonio culturale norvegese, situato lungo il corso del fiume più lungo del Paese, il Glomma, e uno dei punti storici per lo sviluppo economico nazionale, per essere un punto di convoglio e smistamento di consistenti quantità di tronchi di pino, materia prima fondamentale di costruzione. ➔ PREMESSE

2) Alla loro adesione ad un progetto di confronto con designers per sviluppare un prodotto che potesse contribuire a rafforzare e valorizzare la loro identità, utilizzabile come souvenir o potenzialmente da esposizione, ho deciso di approcciare a questo compito partendo innanzitutto da una esperienza diretta del luogo e ‘sentire’ ciò che mi trasmetteva. ➔ 1ª PROBLEM QUESTION

3) Per fare questo, consapevole del fatto che una delle parti storiche più importanti del museo è proprio quella galleggiante nel fiume, con camminamenti e casette fluttuanti, fulcro del lavoro del tempo, con la collaborazione di uno dei responsabili del museo ho chiesto di poter visitare l’area, fruendola come fossi nei panni di un ipovedente. Facendo ciò ‘tagliavo’ volutamente fuori direttamente una delle parti più rappresentative ed attrattive del museo. Dall’altro lato aprivo l’analisi esplorativa in funzione di una ricerca qualitativa e sensoriale del luogo, pensandolo innanzitutto in una chiave inclusiva. ➔ RICERCA

…in fase di aggiornamento e integrazione, a breve!