per rendere il mondo migliore

| ROMINA BIANCONI_designer consapevole

➔ BIOPHILIC DESIGN

Creare ambientazioni in Natura.

Creare luoghi di interazione nel paesaggio naturale.

➔ DALL’INTANGiBILE AL TANGIBILE 

 ENVIRONMENTAL design, LANDSCAPE DESIGN

 SERVICESCAPE DESIGN

 BIOPHILIC DESIGn, LAND ART

All’interno del progetto ‘Herisãrõ’, nello specifico per la realizzazione del nuovo servizio ‘Floresta Cultural Herisãrõ in Amazzonia (progetto visionabile qui), oltre alla pianificazione del servizio era necessario costruire i TOUCH-POINTS per la creazione dell’esperienza immersiva nella cultura indigena e per la fornitura stessa del servizio da implementare. In co-design con i responsabili dell’Associazione Indigena ASIUDM per la quale si creava una nuova opportunità di lavoro, e con l’autorizzazione del gestore statale del ministero dell’ambiente SEMMAS, sono state definite le modalità e il piano di intervento nel paesaggio forestale locale, nel rispetto dell’ambiente oltre che della cultura.

Gli interventi realizzati consistevano in installazioni e costruzioni che hanno trasformato l’area in questione in servicescape. Il processo ha abbracciato varie fasi, durante le quali è emersa la volontà di rendere accessibili determinati contenuti, basilari della cultura ancestrale locale, e la consapevolezza della necessità di renderli fruibili attraverso un linguaggio comprensibile per tutte le parti coinvolte.

E’ nata così la decisione di trasformare in visibile, ciò che è invisibile, che sono gran parte delle conoscenze tramandate e dei princìpi sui quali si basano le loro tradizioni e il sistema di valori. Renderli visibili permetteva anche di renderli fruibili, trasformando una cultura così lontana per il target esterno, in contenuti più facilmente comprensibili.

Poter comprendere aiuta a sentirsi parte e nel nostro caso rappresenta il fondamento per una esperienza al contempo immersiva e partecipativa.

Salta direttamente alla sezione de Le Opere Realizzate, qui in basso, oppure continua ad approfondire la metodologia al prossimo paragrafo.

➔ LA CONOSCENZA IMMATERIALE INIZIA A PRENDERE FORMA – il processo

1• Attraverso i probes, dove ho fornito un kit fatto di quaderno da disegno, matite nera e colorate, gomma e temperino, e attraverso un’agenda con sessioni creative, ho incentivato il mio collaboratore Myrupu a trasformare le storie tramandate oralmente in disegni e visualizzazioni secondo la sua immaginazione e comprensione, come strumento per facilitare la condivisione dei contenuti, potenziando nel fruitore (a partire da me) la comprensione e la memoria. Attraverso questo processo, ho cercato anche di ispirarli a realizzare UN REGISTRO VISIVO DELLA LORO CONOSCENZA come archivio e strumento prezioso per le generazioni future.

Inspiring enthusiasm and encouraging a creative approach opens up new and unexpected opportunities.

(Romina)

2• Scegliere la storia: abbiamo analizzato le storie ancestrali attraverso la DESIGN OPPORTUNITY LENS, riflettendo su quale storia fosse più rappresentativa. E’ stata scelta la “storia delle loro origini” per il suo significato e per la varietà di conoscenze fondamentali che incorpora.

3• Guardare alla narrazione come l’ambientazione del servizio, fatto di touchpoints. La storia viene riletta come una sequenza di luoghi e accadimenti.

4• Ingrandire ogni touch-point trovando elementi rilevanti: apprendimenti, sensi, significati, simboli, interazioni. Questo lavoro si è basato sulla conversazione e la riflessione.

5• Tenendo presente che un’esperienza immersiva si ottiene coinvolgendo mente, corpo e spirito, come ci insegna non solo il design ma anche lo stesso sciamano indigeno, il nostro processo di definizione del contenuto è proseguito con: A- scoprire diversi livelli di interazione; B- considerare lo “stile” e il fattore umano del servizio erogato; C- pensare alle interazioni di servizio suggerite dall’ambiente naturale, e integrarlo di forma rispettosa e coordinata con esso; D- sfruttare le caratteristiche naturali del paesaggio nel pianificare le opere e le interazioni (caratteristiche del terreno, pendenze, piante rilevanti culturalmente e geograficamente, spazi già aperti per vecchi sentieri, incidenza e qualità della luce, caratteristiche sonore, etc…)

6• Scelta delle parti più rappresentative e significative della storia, utilizzabili anche strategicamente come spunto di comunicazione e interazione, integrando valori semiotici, astrazioni concettuali e impatto multisensoriale.

7• Osservazione e valutazione del materiale disponibile, compresi eventuali scarti e residui naturali, e utilizzabile.

8• Dagli sketches alla messa in opera, con lavoro partecipativo.

“Sebbene i servizi siano intangibili, si svolgono in un ambiente fisico, utilizzando artefatti fisici e nella maggior parte dei casi generano una qualche forma di risultato fisico. Inconsciamente, i clienti percepiscono questo ambiente con tutti i loro sensi”.

(Stickdorn & Schneider)

➔ LE OPERE REALIZZATE

Qui sotto troverete i dettagli di ogni installazione, dal disegno, alla storia, al processo costruttivo.

Ulteriori approfondimenti verranno inseriti nei prossimi giorni. Tornate a trovarmi.


DARE BARI WI’I

“DARE BARI WI’I” è il nome scelto per questo spazio e touch-point, emerso dalla storia delle origini.
Significa letteralmente “casa del forno” in lingua indigena tukano.

le opere realizzate


DESTEMIDO GAVIAO

“DESTEMIDO GAVIÃO” cioè ‘l’aquila coraggiosa’ il nome scelto per questo spazio e touch-point, emerso dalla storia delle origini.
Significa letteralmente “aquila coraggiosa” in lingua indigena tukano, è l’uccello della Porta del Sud, colui che aveva ricevuto l’ordine di chiudere la porta del mondo per far salire le acque fino ad un determinato livello.

le opere realizzate


HERIPÕRÃ

“HERIPÕRÔ è il nome scelto per questo spazio e touch-point, emerso dalla storia delle origini.
Significa letteralmente “cuore” in lingua indigena tukano, e contiene al suo interno la parola ‘herisãrõ’ cioè senso di benessere profondo, poichè questa sensazione e condizione è strettamente legata al cuore oltre che alla respirazione libera.

le opere realizzate


CANOA-ANACONDA

“CANOA-ANACONDA” è il nome scelto per questo spazio e touch-point, emerso dalla storia delle origini.
Si tratta della Anaconda delle origini che secondo la storia tramandata era vista come una grande barca, la cosiddetta Canoa di Trasformazione, attraverso la quale i primi esseri conoscitori hanno viaggiato fino a trasformarsi in esseri umani e dare origine alle varie popolazioni sulla terra.

le opere realizzate


WAY-FINDING e la PLANTATECA

La segnaletica è utilizzata principalmente per aggiungere informazioni etnografiche rispetto all’ambientazione, che in questo caso è la foresta primaria. Il cammino da seguire è ben segnalato attraverso la cura del percorso che lo lascia visibile e maggiormente sicuro, spazzandone il fogliame.

La “PLANTATECA” è il nostro progetto di catalogazione vivente delle specie presenti, di rilevanza culturale, medicinale o ambientale.

le opere realizzate


GRANDE MIRI

“GRANDE MIRI” è il nome scelto per questo spazio e touch-point, emerso dalla storia delle origini.
Significa letteralmente “il grande Jurupari” in lingua indigena tukano. Il jurupari è il nome comune con cui è conosciuto lo strumento musicale più importante per il clan indigeno Dessano-Tukano.

le opere realizzate